Quando è il momento di chiedere aiuto psicologico?
- Patrizia Liberto
- 2 giorni fa
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Ci sono momenti nella vita in cui ci si sente semplicemente stanchi. Altri in cui ci si sente confusi. E poi ci sono quei momenti più difficili da definire, in cui qualcosa non va, ma non si riesce a dare un nome preciso a quello che si prova.
Molte persone arrivano in terapia con una frase simile:
“Non so bene perché sono qui, so solo che così non sto bene.”
E spesso è proprio da lì che inizia un percorso.
Non serve “stare malissimo” per chiedere aiuto
Uno dei falsi miti più diffusi è che si debba essere in una situazione grave per rivolgersi a uno psicologo. In realtà, la richiesta di aiuto nasce molto più spesso da segnali sottili:
una fatica costante che non passa
difficoltà nelle relazioni
irritabilità o senso di vuoto
ansia che accompagna le giornate
la sensazione di essere bloccati in una fase della vita
Non sempre c’è un evento traumatico evidente. A volte è semplicemente la percezione che qualcosa, dentro o fuori di sé, abbia perso equilibrio.
La terapia come spazio di ascolto e di senso
Chiedere aiuto psicologico non significa “avere qualcosa che non va”, ma riconoscere che si è in un momento di passaggio, di crisi o di cambiamento.
La terapia è prima di tutto uno spazio protetto in cui poter:
dare parola a ciò che si sente
osservare le proprie dinamiche relazionali
comprendere meglio sé stessi e gli altri
costruire nuovi significati rispetto alla propria storia
Nel modello sistemico-familiare, la sofferenza non viene mai letta solo come qualcosa che appartiene all’individuo, ma come parte di un sistema di relazioni: familiari, affettive, sociali.
Il coraggio delle domande
Spesso il vero passo non è trovare subito risposte, ma iniziare a farsi le domande giuste:
Cosa mi sta chiedendo questo momento della mia vita?
Che tipo di cambiamento sto evitando o temendo?
Quali relazioni mi fanno stare bene e quali mi fanno soffrire?
La terapia non è una scorciatoia per eliminare il dolore, ma un percorso per comprenderlo, attraversarlo e trasformarlo.
Chiedere aiuto è un atto di responsabilità
Rivolgersi a uno psicoterapeuta non è un segno di debolezza, ma di responsabilità verso sé stessi. È riconoscere che il proprio benessere emotivo merita spazio, tempo e cura.
E a volte, è proprio quando smettiamo di “resistere da soli” che iniziamo davvero a stare meglio.
Dott.ssa Patrizia Liberto



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