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Quando è il momento di chiedere aiuto psicologico?


Ci sono momenti nella vita in cui ci si sente semplicemente stanchi. Altri in cui ci si sente confusi. E poi ci sono quei momenti più difficili da definire, in cui qualcosa non va, ma non si riesce a dare un nome preciso a quello che si prova.


Molte persone arrivano in terapia con una frase simile:

“Non so bene perché sono qui, so solo che così non sto bene.”


E spesso è proprio da lì che inizia un percorso.





Non serve “stare malissimo” per chiedere aiuto


Uno dei falsi miti più diffusi è che si debba essere in una situazione grave per rivolgersi a uno psicologo. In realtà, la richiesta di aiuto nasce molto più spesso da segnali sottili:


  • una fatica costante che non passa

  • difficoltà nelle relazioni

  • irritabilità o senso di vuoto

  • ansia che accompagna le giornate

  • la sensazione di essere bloccati in una fase della vita



Non sempre c’è un evento traumatico evidente. A volte è semplicemente la percezione che qualcosa, dentro o fuori di sé, abbia perso equilibrio.



La terapia come spazio di ascolto e di senso


Chiedere aiuto psicologico non significa “avere qualcosa che non va”, ma riconoscere che si è in un momento di passaggio, di crisi o di cambiamento.


La terapia è prima di tutto uno spazio protetto in cui poter:


  • dare parola a ciò che si sente

  • osservare le proprie dinamiche relazionali

  • comprendere meglio sé stessi e gli altri

  • costruire nuovi significati rispetto alla propria storia



Nel modello sistemico-familiare, la sofferenza non viene mai letta solo come qualcosa che appartiene all’individuo, ma come parte di un sistema di relazioni: familiari, affettive, sociali.



Il coraggio delle domande


Spesso il vero passo non è trovare subito risposte, ma iniziare a farsi le domande giuste:


  • Cosa mi sta chiedendo questo momento della mia vita?

  • Che tipo di cambiamento sto evitando o temendo?

  • Quali relazioni mi fanno stare bene e quali mi fanno soffrire?



La terapia non è una scorciatoia per eliminare il dolore, ma un percorso per comprenderlo, attraversarlo e trasformarlo.



Chiedere aiuto è un atto di responsabilità


Rivolgersi a uno psicoterapeuta non è un segno di debolezza, ma di responsabilità verso sé stessi. È riconoscere che il proprio benessere emotivo merita spazio, tempo e cura.


E a volte, è proprio quando smettiamo di “resistere da soli” che iniziamo davvero a stare meglio.

Dott.ssa Patrizia Liberto

 
 
 

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